Cosa è successo?

Gentili lettori, questo titolo ad effetto ha il solo scopo di spiegare il silenzio di questi ultimi mesi.

Dopo la bella esperienza lavorativa come consulente di una multinazionale, ho deciso di cambiare (di nuovo!).

Sono stati sei anni molto ricchi: i viaggi, i convegni, la conoscenza di moltissime persone ha cambiato il mio modo di vedere tantissime cose. Tante cose sono passate in primo piano a scapito di altre, che ritenevo importanti.

L’ambito di attività che fino a qualche mese fa aveva monopolizzato il mio tempo e i miei studi (il processo telematico) ha lasciato il posto al mio amore viscerale per l’informatica e le sue implicazioni giuridiche.

Ho iniziato a collaborare con la cattedra di Informatica Giuridica dell’Università Statale di Milano con la guida dei Prof. Giovanni Ziccardi e Pierluigi Perri. Le lezioni all’Università, tenute insieme al caro amico e collega Maurizio Reale, mi hanno fatto provare grandi emozioni, soprattutto leggendo negli occhi degli studenti la voglia di studiare materie che molti ritengono ormai vetuste. Nonostante l’avanzamento nel mondo del lavoro dei ricercatissimi professionisti del settore della IT, c’è ancora chi sogna di fare l’avvocato o il magistrato. Per fortuna.

La collaborazione tra i cultori della materia della cattedra è stata riversata in un manuale, “Tecnologia e Diritto” (Giuffrè Editore, 2017),  sui risvolti pratici, tecnici e giuridici per studenti e professionisti dell’avvento delle nuove tecnologie.

Infine ho assistito alla nascita del “famigerato” General Data Protection Regulation

Fin dalle sue prime bozze, negli ultimi due anni, giuristi e tecnici hanno iniziato a produrre una moltitudine di articoli, saggi e libri sulle conseguenze di questa svolta epocale: finalmente, da maggio 2018, ci sarà una normativa unica per i 28 Paesi dell’Unione Europea. Ultimamente si leggono decine di articoli al giorno sull’argomento con commenti che vanno dall’entusiasmo allo scetticismo nei confronti di un’entità astratta chiamata GDPR.

Voi direte: “e che ci azzecca con te?”

Con l’avvento degli strumenti informatici (obbligatori) nella professione forense, si è ripresa un po’ la coscienza della tutela del dato e della protezione dei sistemi informatici da eventi catastrofici (fisici e logici), leggermente assopita sin dai tempi dell’abrogazione del Documento Programmatico per la Sicurezza previsto dal Codice Privacy.

Anche questi studi, operati sempre con il determinante scambio intellettuale con Maurizio Reale, sono confluiti nell’ebook “Il Processo Telematico” (Altalex, 2016). In questa ultima edizione, viene inserita una parte relativa alla privacy e alla sicurezza informatica, in quanto strettamente connessa alla nuova attività telematica del giurista.

Nell’ultimo anno quindi ne son successe di cose e tanto, spero, ne succederanno ancora molte in questo appena iniziato.

Buon Anno a tutti!

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